METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO DI KICKBOXING SECONDO SODINI DONALD
Sarà compito di un buon insegnante sempre non deludere le aspettative, non esaurire le motivazioni, preservare l’ integrità fisica, coinvolgere gli atleti tramite didattica, metodica, pianificazione degli allenamenti esaltandone i miglioramenti e i traguardi raggiunti ma anche allo stesso tempo riprendendoli qualora commettano degli errori.
Il massimo riconoscimento per un istruttore è il miglioramento dei propri allievi sia campioni che meno bravi e per ottenerlo sono necessari:
la perfetta conoscenza del regolamento della disciplina in questione, pazienza e continuità.
L’esperienza mi ha insegnato a rubare con l’occhio dell’ artista cioè ad apprendere ed elaborare tutto ciò che potesse servirmi per costruire il mio bagaglio tecnico.Quasi interamente questo mi è stato dato dalla SCUOLA FRAGALE ARTI MARZIALI; lo conferma la mia presenza assidua quasi decennale che unita anche, ad altro tipo di esperienze e, come si suol dire ad un po’ di farina del mio sacco, mi hanno forgiato e mi conducono nel cammino della comprensione di questo sport.
Per prima cosa è giusto premettere la difficoltà che sorge nel voler razionalizzare la teoria dell’ allenamento della kickboxing scritto basandosi unicamente sull’ esperienza fatta sulla propria persona senza aver avuto la possibilità di vedere l’esito di più cicli del proprio metodo di allenamento ideale sperimentato su una molteplicità di soggetti e nel voler tradurre con un pizzico di lettere nere su un foglio bianco quello che una persona impiega una vita ad iniziare a conoscere.
Per termine ciclo intendo un periodo di durata compresa tra 9-10 mesi (nell’ arco di un anno) durante i quali l’ atleta eleverà la forma fisica, la tecnica, la tattica, il mentale fino ad un livello x variabile in relazione alle potenzialità di ogni individuo, all’entità di sviluppo di queste proporzionalmente nel tempo e indubbiamente alla regolarità della frequenza, al numero di allenamenti effettuati settimanalmente e all’ impegno.
Ogni ciclo di allenamento inizierà con una preparazione atletica generale di circa due mesi durante la quale cercheremo di portare gli allievi più scarsi, gradualmente e non drasticamente previo non bruciarli subito, ad un livello atletico accettabile; mentre i più dotati e gli anziani lavoreranno ai soliti ritmi raffinandosi nei movimenti e nei gesti tecnici recuperando anche loro la propria forma ottimale.In tale periodo non potrà mancare la parte specifica di questo sport in modo da esaudire, come sopraccitato, la voglia di imparare subito degli atleti più impazienti
Le lezioni avranno una durata di 1 ora e mezza ed inizieranno con la corsa, secondo me la scintilla ideale nel motore a scoppio umano, in grado di iniziare a far alzare la temperatura corporea, aumentare la frequenza cardiaca (quindi miglior afflusso di sangue ai muscoli) e il ritmo respiratorio;dopo pochi minuti inseriremo degli esercizi tipo: ginocchia al petto (sempre correndo), talloni ai glutei, corsa indietro,torsioni con incroci delle gambe DX e SX,salti laterali con adduzione e abduzione delle braccia DX e SX, slancio alternato e non delle braccia in traiettoria frontale ecc…1° fase o “fase disinibitoria”.
Nel frattempo il sistema nervoso si ecciterà rispondendo meglio agli stimoli, la viscosità muscolare diminuirà, i tendini e i legamenti saranno più lubrificati ed elastici.
Durante questa fase caratterizzata da esercizi senza riposo tra l’ uno e l’ altro a bassa intensità oltre ad inizializzare l’ organismo ad un’ attività più intensa abbiamo lavorato in parte anche la resistenza aerobica (l’ attitudine di un atleta a svolgere un lavoro di intensità moderata per un tempo prolungato con rendimento pressoché costante).
Inizieremo adesso una serie di esercizi con un intensità maggiore alternati a periodi di recupero attivo di minor intensità ma con maggior ossigenazione inspirando dal naso ed espirando dalla bocca per ripristinare uno stato circolatorio pressoché normale ed elevare la resistenza anaerobica.
Gli esercizi indicati possono essere praticati sul posto preferibilmente interessando muscolature ed articolazioni contigue partendo dal basso all’ alto o viceversa per godere di un miglior afflusso sanguigno locale.2° fase o di “stretching dinamico”abbinando la respirazione al ritmo degli ex. partiremo con saltelli a piedi uniti in tutte le direzioni, con rotazioni, aperture-chiusure, incrociamenti, avanti e indietro alternati (questo tipo di lavoro potrà essere sostituito in seguito dalla cosiddetta danza che prevede tutti gli spostamenti possibili mantenendo la posizione di guardia o dalla corda per un unione armoniosa fisico tecnica);dopodiché lavoreremo sull’ articolazione dell’ anca con ginocchia al petto e poi alla spalla, circonduzioni esterne poi interne, ripeteremo con le gambe semiflesse e flesse inserendo per ultimo l’ adduzione e abduzione in posizione laterale dx sx .Passeremo a lavorare sul tronco con flessioni laterali dx sx ,avanti indietro,circonduzioni dx sx,rotazione del busto dx sx con mani ai fianchi prima poi in a gomiti flessi (tipo guardia) e cominceremo stendendo le braccia a coinvolgere l ‘articolazione delle spalle.lavoreremo sui movimenti completi 0-180 e parziali 0-90 o 90-180 lateralmente e frontalmente (anche a braccia alternate) per coinvolgere il massimo numero di fibre muscolari in relazione alle proprie inserzioni.(e’ bene precisare che con la progressiva acquisizione delle varie tecniche specifiche da parte degli atleti novizi e con il consolidamento di una forma fisica accettabile molti di questi esercizi saranno sostituiti dai relativi gesti tecnici o da ex più complessi che permettono un lavoro meno lungo ma ugualmente efficace in modo da lasciare ulteriore spazio alla tecnica al potenziamento e alla cura della velocità).Infine scalderemo il collo con flessione anteriore e posteriore, laterale, torsione e circonduzione.
Adesso, data la situazione psicofisica ottimale nella quale i rischi di infortuni sono ridotti al minimo potremo passare ad esercizi di forza e più intensi come addominali, pettorali,gambe, ecc…
Il corso sarà così organizzato per la parte tecnica:
Le cinture inferiori, bianche, gialle, arancioni, da una parte avranno il compito di eseguire un lavoro di qualità con il proprio partner mediante la realizzazione tecniche di calcio o pugno lente e precise appositamente assegnate dall’ istruttore.Dall’ altra le cinture superiori verdi, blu, marroni, nere uniranno alla precisione del gesto anche la velocità e la quantità senza venir meno naturalmente al controllo per la salvaguardia del compagno.
Arrivati ormai quasi al termine della lezione sarà il momento della simulazione di combattimento;gli anziani dovranno permettere proprio ai nuovi di attuare le tecniche provate assumendo alle volte anche un comportamento prettamente difensivo.Mentre tra cinture superiori il lavoro sarà effettuato a intensità maggiore.
Dopo il periodo di preparazione ci inizieremo a concentrare sul miglioramento della tecnica, all’accrescimento del livello della forza, della resistenza e della velocità che come vedremo sono proporzionali e strettamente legate tra loro.Compiendo ad esempio, un esercizio col quale ci si vuol allenare sulla velocità indirettamente innalziamo anche se in % minore potenza, resistenza e tecnica; logicamente questa proporzionalità diretta si inverte se per un lungo periodo non vengono curate in maniera più specifica le altre componenti in questione.